Dal mutuo fisso a uno variabile, ecco quali sono gli effetti attuali dello spread e cosa potrebbe accadere in futuro

4 ottobre 2018 – Sempre più variabile la situazione dei mercati, con massima attenzione posta allo spread BTp-Bund. Uno stato che manda in allerta i mutuatari.

La delicata situazione dello spread porta naturalmente a porsi delle domande pratica, in merito ad esempio al possibile effetto sulle rate dei mutui. Ovvio come quelli a tasso fisso siano tutelati dall’andamento del mercato, rendendo decisamente evidente in questo periodo il valore di quel sovraprezzo pagato, a garanzia dell’utente.

Per quanto concerne il tasso variabile, allo stato attuale l’impennata registrata dallo spread non ha avuto alcun impatto e, facendo riferimento principalmente agli indici Euribor, non dovrebbe averne in futuro. I valori attuali di Euribor sono identici a quelli di inizio anno, non avendo affatto risentito degli sbalzi di BTp-Bund.

La spiegazione è sita nel legame con le decisioni della Bce sul tasso dei depositi, fissato a-04%. Fin quando non verrà alzato, sarà facile aspettarsi Euribor decisamente poco mossi, a tutto vantaggio dei mutuatari variabili. Un cambiamento dovrebbe avvenire a settembre 2019, a scanso di stravolgimenti, con un innalzamento del tasso di 10 punti base, da -04% a -03%. Ciò indica un leggero aumento delle rate in un anno.

Uno scenario che andrebbe necessariamente mutando qualora le tensioni sulla carta italiana dovessero dare il via a un movimento europeo. Una sorta di ‘malanno’ che potrebbe andare a inficiare la crescita economica. In uno scenario del genere, del tutto in ambito ipotetico, potrebbe addirittura spingere la Bce a rimandare i previsti tempi per una stretta, di fatto prolungando il periodo positivo per i mutuatari variabili, che continuerebbero a non subire gli effetti dei mercati.

Detto questo, è evidente come l’andamento dei tassi dei BTp non sia in grado, fortunatamente, di incidere sulle rate dei mutui già sottoscritti. Differente il discorso per quelli che potranno essere i mutui futuri. Un eventuale peggioramento prolungato della situazione BTp-Bund potrebbe spingere le banche ad aumentare gli spread. Il motivo è da rintracciare negli effetti di uno spread obbligazionario più alto, che alla lunga potrebbe avere un impatto notevole sui costi di raccolta delle banche e degli istituti di credito. In uno scenario del genere, il costo medio dei nuovi mutui potrebbe aumentare.

Fonte: QuiFinanza