Le mutate esigenze familiari, come quelle legate ai bambini che crescendo hanno bisogno ciascuno della propria stanza, oppure la necessità di uno studio in cui svolgere in tranquillità un’attività professionale. O ancora il desiderio di un soggiorno più spazioso o di una bella vetrata per far entrare più luce. Sono tanti i motivi che possono indurre una famiglia a sognare un ampliamento della propria abitazione.

Lo strumento principe per coronare questo sogno, negli ultimi anni, è stato il “Piano-casa”, un sistema di normative nato sulla scia dell’accordo tra Stato e Regioni del 2009 e che ha trovato applicazione locale nelle varie Regioni. L’obiettivo era il rilancio dell’edilizia e il rinnovo del patrimonio abitativo esistente attraverso incentivi all’ampliamento e alla demolizione- ricostruzione degli edifici. Doveva essere una norma a tempo, ma la maggior parte delle Regioni ha deciso di prorogarla o addirittura di renderla permanente.

I Piani-casa hanno un carattere straordinario, ossia prevalgono sui regolamenti comunali e sugli strumenti urbanistici. Questo significa che in linea di principio è possibile avere una camera da letto in più o allargare il soggiorno anche quando la normativa comunale di per sé non lo consentirebbe.

Cosa prevedono i Piani-casa. Tutti i Piani-casa prevedono la possibilità di ampliamenti con aumento della cubatura fino al 20% (in genere con un tetto massimo in metri quadri), con bonus legati al miglioramento dell’efficienza energetica o all’adeguamento alle norme anti-sismiche. Permettono inoltre di intervenire con demolizioni e ricostruzioni (l’incremento di cubatura in questo caso può arrivare anche al 35%); di recuperare a fini residenziali le pertinenze degli edifici, e in alcuni casi di cambiare la destinazione d’uso.

La normativa nel Lazio. Nel Lazio il Piano-casa, scaduto a giugno 2017, è stato superato dalla legge sulla “rigenerazione urbana e il recupero edilizio” (n. 7/2017), che mira a incentivare il miglioramento sismico e l’efficientamento energetico degli edifici esistenti. Anche il nuovo provvedimento prevede la possibilità di ampliamento del 20%, con un incremento massimo di 70 mq. Gli ampliamenti, esclusi nei centri storici e nelle aree a rischio idrogeologico, devono essere realizzati nel rispetto delle norme in materia di sostenibilità energetico-ambientale e di bioedilizia.

Gli ampliamenti, consentiti anche con aumento delle unità immobiliari, possono realizzarsi anche utilizzando parti esistenti dell’edificio o realizzando un corpo edilizio separato (per non compromettere l’estetica del fabbricato).
La legge sulla rigenerazione urbana, a differenza del precedente Piano-casa, demanda ai Comuni l’emanazione degli atti effettivi per la sua applicazione, in attesa dei quali rimane di fatto congelata. Unica eccezione è la fattispecie prevista dall’articolo 6, che consente “interventi diretti” di demolizione e ricostruzione con incremento fino al 20% della volumetria esistente.

Il recupero dei sottotetti. A differenza del Piano-casa, la legge varata dalla Regione Lazio per il recupero dei sottotetti non ha scadenza: essendo una legge speciale, consente di realizzare interventi edilizi in deroga al piano regolatore e al regolamento edilizio. La deroga riguarda in particolare le altezze, che possono essere inferiori ai 2,70 mt richiesti in genere per l’abitabilità.
È possibile così adibire ad abitazione il sottotetto del fabbricato, i lavatoi, i locali cassoni e i locali tecnici in genere. La norma interessa sostanzialmente i proprietari degli appartamenti dell’ultimo piano, ma chiaramente si applica anche alle case unifamiliari.

Fonte: Messaggero Casa di Andrea Grechi

04/02/2018