La riunione BCE di settembre si è conclusa con la conferma dei livelli del corridoio e dei target del programma di acquisto titoli attualmente in essere (quantitative easing). I tassi di riferimento sono rimasti stabili, con il tasso centrale (refi) allo 0,0%, il tasso di rifinanziamento marginale a +0,25% e quello sui depositi a -0,4%. Per quanto poi attiene le misure non convenzionali, il Consiglio ha confermato che proseguire a condurre gli acquisti nell’ambito del programma di stimolo all’attuale ritmo mensile di 60 miliardi di euro sino alla fine di dicembre 2017 o anche oltre, se necessario, “e in ogni caso finché non riscontrerà un aggiustamento durevole dell’evoluzione dei prezzi, coerente con il proprio obiettivo di inflazione”.

Per quanto poi concerne gli aggiornamenti dei dati, la BCE ha rammentato che la crescita ha accelerato più delle aspettative nel 1° semestre del 2017, con la stima del PIL attesa per l’anno in corso che passa a 2,2% da 1,9%, mentre per il 2018 e il 2019 resta invariata (a 1,8% e a 1,7%). Anche le previsioni d’inflazione vengono limate principalmente a causa della forza della valuta unica, con le stime sull’andamento dei prezzi al consumo che vedono una nuova revisione al ribasso delle attese per il prossimo anno e il successivo (rispettivamente a 1,2% da 1,3% nel 2018 e a 1,5% da 1,6% nel 2019).

Nelle sue affermazioni, Draghi ha poi sottolineato come la volatilità della valuta unica rappresenti una fonte di incertezza sul quadro complessivo, ribadendo come la riduzione del programma di acquisto titoli sia stato trattato, ma è ancora a uno stadio molto preliminare. Complessivamente, i toni a adottati dal Presidente della BCE risultano più accomodanti di quanto atteso, tanto che molti analisti ritengono che la riduzione degli acquisti sarà probabilmente annunciata nel meeting di ottobre e prenderà il via all’inizio del prossimo anno, anche se con ritmi molto graduali.

Sul fronte tassi, quelli Euribor continuano a rimanere stabili e negativi su tutte le scadenze, con il 12 mesi in ulteriore diminuzione. Il quadro di tassi compressi dovrebbe confermarsi anche per i mesi a venire, sulla scia di una politica monetaria ancora estremamente accomodante.

Fonte: Notiziario Immobiliare

05/10/2017