L’affitto breve ha rivoluzionato il modo di viaggiare e ha incentivato interi gruppi di pantofolai a lasciare la propria casa per un’altra abitazione dove soggiornare per qualche giorno di vacanza, in genere sotto il mese, e scoprire città, paesini e nuove realtà. Un modo per fare il turista senza spendere cifre esorbitanti, soprattutto se a viaggiare è una famiglia intera, e con a disposizione comodità e servizi offerti da una casa, cucina in primis.

Secondo l’Osservatorio sul settore confezionato da Halldis, società che si occupa di locazione temporanea di immobili gestiti per conto dei proprietari, la città più cara per gli affitti brevi è Venezia, quelle dove si soggiorna più a lungo sono Milano e Roma, per turismo ma anche per lavoro. Firenze ha sempre la booking window (arco di tempo tra prenotazione e arrivo) più alta.

Nella città affacciata sulla Laguna il costo a notte si aggira sui 295,94 euro (primi sei mesi del 2017), in aumento dai 227,91 euro del secondo semestre 2016 (+29,8%). Scendono i prezzi a Firenze, Bologna, Milano e Roma, il cui valore risulta leggermente decrescente da un semestre all’altro, a circa 122 euro a notte. L’incremento dei prezzi di Milano (+9,3%) è invece imputabile in maggior parte agli eventi fieristici e di richiamo internazionale che si concentrano nel primo semestre.

Per arrivare a evidenziare che la fascia di età che privilegia soggiorni brevi è quella tra i 25 e i 34 anni e che le nazioni di provenienza dei clienti sono prima Italia (53%) e poi Usa (7%) e UK (4%), il team di Halldis ha analizzato 950 proprietà gestite nelle cinque città citate (Milano, Roma, Firenze, Bologna e Venezia). In entrambi i semestri, le donne rappresentano i primi clienti con il 62%, quasi due terzi del totale.

Nel caso dei soggiorni di tipologia short-term lunghi, 30 giorni o più, in tutti i casi si registrano dei cali tra un semestre e quello successivo, fatta eccezione per Bologna, che registra un incremento del 19%. La permanenza media è in calo in tutte le destinazioni: nel caso di Roma, la diminuzione è minima (del 10% circa), mentre in tutti gli altri si registra un calo più consistente, soprattutto circa Bologna, in cui la permanenza media è diminuita del 49%.

«L’Osservatorio – afferma Vincenzo Cella, a.d. di Halldis – fornirà con cadenza semestrale, informazioni su una delle forme più evolute della sharing economy. In Italia si contano 34,4 milioni di immobili di cui 13 milioni di seconde case (quelle già locate sono 2,8 milioni). Oggi il mercato degli affitti brevi riguarda 500mila immobili». Molte sono quindi le potenzialità del segmento.

Halldis ha analizzato nel dettaglio il mercato di Milano. Sotto i 30 giorni, il quartiere più caro è il Quadrilatero della moda, sopra i 30 giorni Brera e Sempione. Nell’ambito dei soggiorni short-term brevi nel Quadrilatero della Moda si pagano circa 339 euro a notte. Seguono i quartieri di corso Vercelli e la zona di Sant’Agostino (216,70 euro a notte) e Palestro-San Babila (204,35 euro a notte). Chi si ferma più di 30 giorni è disposto a pagare anche 123,58 euro a notte per un appartamento situato in zona Sempione.

Le presenze italiane a Milano sono superiori rispetto alla media generale, pari al 54%. Seguono Usa (5%) e UK (4%). Sempre rispetto alla media generale, sono molto più presenti gli indiani (dal 14esimo al sesto posto, con un +26% nell’arco dei due semestri). In crescita anche i russi (+13,8%). Sebbene in leggero calo tra i due semestri, a Milano i clienti di nazionalità turca rientrano tra le prime dieci nazionalità presenti.

 

Fonte: Sole 24 Ore Casa

di Paola Dezza  – 28/09/2017