Rapporto della Fiaip, Federazione italiana agenti immobiliari: «Entro fine anno si prevede una ripresa dei valori». Crescono le locazioni

Il mercato immobiliare nelle città italiane risulta in ripresa ma i prezzi sono al minimo: a Roma si rileva addirittura un calo dell’1,18 per cento dei valori rispetto all’anno precedente. È quanto emerge dall’Osservatorio nazionale del settore urbano 2016 pubblicato dalla Fiaip, la federazione italiana degli agenti immobiliari professionisti. Per le locazioni il report indica un aumento nelle città italiane del numero dei contratti d’affitto per le abitazioni pari al 15,6 per cento rispetto al 2015 mentre i prezzi subiscono una flessione dello 0,80 per cento. Tirano gli immobili green: migliora il dato sulla capacità di valorizzare le caratteristiche energetiche del cespite da parte di chi compra e di chi vende, che rispettivamente nel 51 e 40 per cento dei casi è almeno sufficiente, contro il 47 e 34 per cento del 2015. Come andrà il mercato a fine anno? Si prevede una lieve ripresa dei valori.

Capitale in controtendenza

È pari al 16,44 per cento l’incremento delle transazioni nel settore residenziale delle aree urbane del Paese registrato nel 2016 rispetto all’anno precedente, ma i valori si riducono del 2,28 per cento. Aumenta per il 63 per cento la domanda di abitazioni. E ciò specie da parte di chi vuole acquistare la prima casa (52 per cento). Il taglio più richiesto? Per il 41 per cento i trilocali, con soggiorno-cottura, due camere e servizi, per il 19 per cento i bilocali, solo per il 5 i monolocali. Semicentrali e centrali le zone più ambite, con gli alloggi in buono stato di conservazione che superano di gran lunga quelli da ristrutturare (45 per cento contro 20). A Roma per una casa nuova o ristrutturata di 80-90 metri quadrati si pagano: al centro fra 5.480 e 9.450 euro al metro quadro, in periferia 2.670-3.760 fino ai 1.970-2.860 dell’estrema periferia. Per appartamenti in buono stato nei tre anelli della Capitale i range di valori scendono rispettivamente a 4.450-7.400 euro, 3060-2.170 e 1.580-2.370. E per gli immobili da ristrutturare si attestano a 3.950-5.900, 1.980-2.570 e 1.380-1.980. Alla diminuzione dei prezzi a Roma fa riscontro invece un incremento nelle altre maggiori città italiane:  Milano 3 per cento, Napoli 2, Torino 2,25. Si riduce lo sconto medio praticato dal venditore.

Surplus invenduto

Nelle aree urbane censite da Fiaip il 56 per cento delle compravendite avviene grazie ai finanziamenti delle banche, con netto aumento delle erogazioni rispetto al 2015, interessi ai minimi storici e spread bancari contenuti: l’importo del mutuo ipotecario copre in media il 70 per cento del valore dell’immobile. Cresce il ricorso al sistema creditizio dei cittadini extracomunitari (62 per cento) e la diminuzione del pagamento con mezzi propri (38 per cento). Si riducono i tempi di vendita per gli immobili ad uso abitativo: nel 2016 scende nel range fra sei e nove mesi per il 32 per cento del campione intervistato mentre si attesta al 31 la quota di rogiti stipulati a oltre nove mesi dall’incarico. Soltanto il 2 per cento dei contratti risulta concluso entro un mese. Resta, comunque, un surplus d’immobili invenduti, a volte di scarsa qualità, alimentato da nuove dismissioni o alienazioni di crediti incagliati da parte delle banche.

Pigioni ridotte

Aumentano del 15,26 per cento i contratti di locazione ad uso abitazione nel settore urbano italiano. Stabili i bilocali (37 per cento), in flessione i trilocali (36 per cento) con ubicazione in zone semicentrali o centrali. Sale la domanda di alloggi in affitto in periferia, scende nelle zone di pregio. Appartamenti in buono stato più richiesti degli alloggi ristrutturati (61 per cento contro 25). Anche qui Roma si pone in controtendenza rispetto alle altri grandi città italiane: affitti in calo del 6 per centro nel 2016 rispetto all’anno precedente contro gli aumenti individuati nel rapporto a Milano 5 per cento, Napoli 3,33 e Torino 2,25. Per affittare un’abitazione servono da tre a sei mesi, diminuiscono i casi nei quali ne servono più di nove oppure da uno a tre.

fonte: Messaggero CASA
di Vincenzo Malatesta 3/04/2017