Dopo anni di discesa dei tassi fissi  da ottobre è iniziata una piccola risalita che ha tutta l’aria di una inversione di tendenza.

L’IRS è una media ponderata delle quotazioni con le quali le banche in Europa realizzano l’Interst  Rate Swap ( IRS) , cambia ogni giorno e viene diffuso dalla Federazione Bancaria Europea.

I tassi fissi vengono determinati  dalla somma di due fattori: l’IRS e lo spread (che altro non è che il guadagno della banca). Da Ottobre fino a Gennaio  l’IRS si è alzato mediamente di 40 punti base e gli indici medi da ottobre sono passati da 0,90% a 1,3% mentre assistiamo ad una progressiva risalita anche a febbraio e a marzo, risalita che ancora non si è riversata sui tassi fissi perché ci vuole qualche mese prima che l’andamento dell’IRS si scarichi sui tassi finiti.

Niente di tragico siamo ancora a livelli di tasso mai visti prima nel nostro paese e ci vorrà molto tempo prima di arrivare ai tassi fissi del 2007 che viaggiavano intorno al 5,7%.

Ma indubbiamente si registra un mutamento che fa pensare che dopo aver toccato il livello più basso degli ultimi anni sia iniziata una lenta risalita.

La scelta tra finanziamenti a tasso fisso o variabile si orienta da qualche tempo giustamente sul tasso fisso e così sarà ancora nel futuro prossimo. Il mercato dei mutui rimane ancora favorevole e molti Istituti stanno lanciando campagne per attirare nuovi clienti.

Ma attenzione per chi è intenzionato a cercare finanziamenti: è iniziata la risalita.

 

Di Francesco Florian

Redazionale – 24 marzo 2017