Negli ultimi anni gli Istituti di credito hanno concesso mutui alla condizione non obbligatoria ma spesso fortemente “consigliata“ di affiancare una polizza sulla vita o multirischi. E’ importante sapere che in caso di estinzione anticipata o di surroga, le polizze pagate in un’unica soluzione per tutta la durata del finanziamento vanno rimborsate per il periodo non goduto.

Riportiamo qui di seguito un interessante articolo di Marco Marinaro apparso sul Sole 24 ore che inquadra bene tutta la problematica.

Precisiamo i punti essenziali:

  • I rimborsi vanno richiesti prima alla banca o all’assicurazione poi trascorsi senza risposta 30gg si può inoltrare il ricorso all’ABF ( Arbitro Bancario Finanziario)
  • La modulistica è facilmente rintracciabile su internet
  • Il rimborso poteva essere inizialmente richiesto per le polizze stipulate prima della data del 1/12/2010 ma questa possibilità si è estesa anche a tutte le polizze stipulate prima di questa data; al riguardo vi sono molti ricorsi vinti presso l’ABF
  • Recentemente nell’agosto del 2015 l’IVASS ( Istituto per la sorveglianza delle Assicurazioni) ha diramato una circolare con importanti novità tra cui 1) la raccomandazione che i premi non goduti vengano rimborsati; senza la richiesta scritta ,da parte del cliente, automaticamente nei giorni successivi alla chiusura del finanziamento ( per le polizze stipulate prima del 1/12/2010 “) 2) nei contratti venga chiaramente indicato il metodo di calcolo della quota del premio da rimborsare 3) le nuove regole si devono applicare anche ai contratti stipulati negli anni precedenti il 1/12/2010

L’estinzione del mutuo fa rimborsare la polizza

È nulla la clausola che prevede che la polizza collegata al mutuo resti in vigore anche dopo l’estinzione anticipata del finanziamento. E le somme già versate, anche come commissioni bancarie e finanziarie, devono essere rimborsate al cliente in misura proporzionalmente corrispondente alle quote di mutuo riferibili al periodo non goduto. Sono questi i punti chiave in materia di restituzione parziale delle spese sostenute al momento dell’accensione del mutuo in caso di estinzione anticipata, fissati dai collegi dell’Arbitro bancario e finanziario (Abf), il sistema alternativo di risoluzione delle controversie tra clienti, da una parte, e banche e altri intermediari, dall’altra.
Si tratta di una questione che investe la trasparenza, sia nella fase dell’informativa precontrattuale, sia in quella contrattuale non sempre rigorosa e tale, quindi, da ingenerare l’assunzione di obblighi in maniera non sufficientemente consapevole da parte del consumatore. Con riferimento alle spese sostenute al momento della sottoscrizione del finanziamento (un mutuo o una cessione del quinto dello stipendio o della pensione) nel contratto spesso è poco chiara la qualificazione delle spese non ripetibili (up-front) rispetto a quelle che devono invece imputarsi a un meccanismo di maturazione progressiva e, come tali, suscettibili di restituzione parziale in caso di estinzione anticipata (recurring).

Nel dettaglio, nel caso di esercizio della facoltà di adempimento anticipato, il consumatore ha diritto a un’equa riduzione del costo complessivo del credito. Su questa problematica si è formato un consolidato orientamento dell’Abf, che ha affermato il carattere ricognitivo delle norme in materia di rimborso degli oneri pagati anticipatamente e non espressamente riferiti a prestazioni che si esauriscono al momento della stipulazione (si veda la decisione 2817/2013 del collegio di Napoli). Pertanto, anche le somme versate a titolo di premio assicurativo per la stipulazione di polizze connesse al rischio del credito (solitamente mediante l’adesione a polizze collettive ove il rischio assicurato è costituito da decesso, infortunio, malattia, dalla sopravvenuta invalidità permanente da infortunio o malattia del soggetto finanziato, o dalla sua sopravvenuta incapacità lavorativa), oltre che le commissioni bancarie e finanziarie, in mancanza di criteri di calcolo indicati nella documentazione contrattuale, devono essere restituite al cliente in misura proporzionalmente corrispondente alle quote riferibili al periodo non goduto, difettando diversi criteri contrattuali oggettivi e ragionevoli (tra le tante, si vedano le pronunce 776/2012 del collegio Milano e 1169/2013 del collegio di Roma).

Per quanto attiene alla polizza (credit protection insurance) si è anche ritenuto che la clausola che ne prevede la vigenza obbligatoria anche dopo l’estinzione anticipata (totale o parziale) del finanziamento sia nulla (ma la nullità riguarda solo la clausola, non l’intero contratto) perché determina a carico del consumatore un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi previsti dal contratto, violando la buona fede. Lo stretto nesso funzionale che lega il contratto di finanziamento alla copertura assicurativa (obbligatoria per legge nei casi di cessione del quinto) comporta che la parte di premio che corrisponde al periodo non goduto di copertura del rischio sia indebita e debba essere restituita (si veda la decisione 449/2013 del collegio di Roma).
D’altra parte, anche l’articolo 22 della legge 221/2012, sovente invocato nelle difese da banche e finanziarie, nell’imporre all’impresa assicuratrice la restituzione della parte di premio non goduto e nel precisare i criteri cui ci si deve attenere nella liquidazione, non esclude la legittimazione dell’intermediario finanziario, quando ricorrono i presupposti, né, in mancanza di criteri contrattualmente precisati, l’applicazione del residuale criterio proporzionale (collegio di Napoli, n. 2817/2013).


Come funziona l’Abf

IL RECLAMO ALL’INTERMEDIARIO 
Prima di rivolgersi all’Abf, è necessario presentare un reclamo all’intermediario che deve avere al suo interno un ufficio o una persona responsabile della gestione dei reclami.
Al reclamo deve essere data una risposta entro 30 giorni dalla sua presentazione. Se accolto, l’intermediario comunica al cliente il tempo necessario per risolvere il problema

IL RICORSO ALL’ABF 
Se non riceve risposta entro 30 giorni o se non è soddisfatto della risposta,
il cliente può presentare ricorso all’Arbitro, purché non siano trascorsi oltre 12 mesi dalla presentazione del reclamo all’intermediario. Prima di presentare il ricorso, è necessario versare 20 euro come contributo per le spese della procedura, che saranno rimborsati dall’intermediario in caso di accoglimento (anche solo parziale) del ricorso

L’INVIO DEL RICORSO 
Per il ricorso va usato il modulo disponibile sul sito Abf e presso le filiali della Banca d’Italia. Il modulo, compilato e firmato, con gli allegati e l’attestazione del pagamento
di 20 euro, va inoltrato personalmente o tramite un rappresentante (incluse le associazioni di categoria) per posta, fax o Pec, alla segreteria tecnica competente (Milano, Roma o Napoli) o a una filiale della Banca d’Italia, dove può essere anche consegnato a mano.

LA COMUNICAZIONE ALL’INTERMEDIARIO 
Non appena presentato il ricorso all’Arbitro, il cliente deve inviarne copia all’intermediario con lettera raccomandata con avviso di ricevimento o tramite Pec.
Dalla ricezione della comunicazione, l’intermediario ha a disposizione al massimo 45 giorni per inviare alla segreteria tecnica le proprie controdeduzioni e la documentazione necessaria per decidere il ricorso.

LA FASE DELL’ISTRUTTORIA 
La segreteria tecnica svolge l’istruttoria esclusivamente sulla base della documentazione fornita dalle parti.
La segreteria tecnica e il collegio possono comunque chiedere alle parti di fornire ulteriori documenti. Questa richiesta comporta la sospensione del termine  di 60 giorni per la decisione da parte del collegio, di cui viene data comunicazione alle parti.

LA DECISIONE DEL RISCORSO 
Il collegio si pronuncia entro 60 giorni dalla data in cui la segreteria tecnica ha ricevuto
le controdeduzioni da parte dell’intermediario o dalla data di scadenza del termine
di presentazione. La decisione è presa a maggioranza ed è sempre motivata. La segreteria tecnica comunica alle parti la decisione ela motivazione entro 30 giorni dalla pronuncia.

LA PUBBLICITÀ DELL’INADEMPIMENTO 
Se il ricorso è accolto anche solo in parte, il collegio fissa il termine entro il quale l’intermediario deve adempiere alla decisione; se non è fissato alcun termine, l’intermediario deve adempiere entro 30 giorni dalla comunicazione della decisione.
Se l’intermediario non rispetta la decisione o non collabora al funzionamento della procedura,il suo inadempimento è pubblicato sul sito web dell’Abf

di Marco Marinaro
Fonte: Casa sole 24 ore  15/07/2013