La recente riforma del condominio ha modificato tra le altre cose, il numero di condomini necessari a far scattare l’obbligo di nomina di un amministratore.
Con la nuova normativa l’obbligo nasce quando il condominio è costituito da almeno nove condomini.

Ma attenzione anche se il condominio è formato da 5 condomini (condominio piccolo da tenere distinto dal condominio minimo cioè formato da 2 condomini) sussistono obblighi per i condomini di non poco conto: il condominio, in caso di pagamento di ritenuta d’acconto, resta sostituto d’imposta e deve presentare il modello 770 in sede di dichiarazione dei redditi; di conseguenza il codice fiscale rimane obbligatorio e necessario e va comunicato all’ACEA o altro fornitore di energia come anche a chiunque esegue dei lavori di manutenzione.

Se non si ha l’amministratore, comunque lo stabile deve dotarsi di una persona che ne faccia le funzioni senza averne i poteri; in questo caso si tratta, la maggior parte delle volte, di un condomino di buona volontà che, spesso gratuitamente, si assume questo incarico.
Di fatto oramai la figura dell’amministratore sta diventando una necessità, anche laddove la legge non lo impone perché il facente funzione le cui generalità e recapiti devono essere affissi nel luogo di maggiore accesso allo stabile, è costretto ad assumersi responsabilità rilevanti.

Nel momento in cui nel condominio piccolo ( fino ad 8 condomini) si dovessero eseguire lavori di straordinaria manutenzione (es.rifacimento tetto o facciata) la nomina di un amministratore diventerà invece necessaria.
Senza amministratore eletto infatti tutte le procedure per iniziare i lavori, i preventivi, la fatturazione, la pratica edilizia sarebbero difficilmente gestibili e in caso di inerzia dell’assemblea non sarebbe possibile ricorrere ad una nomina da parte di un giudice perché ripetiamo sotto i 9 condomini non è obbligo di legge avere un amministratore.

Nella prossima newsletter esamineremo alcuni casi particolari come quelli riguardanti le spese sostenute da un solo proprietario nell’interesse comune nel caso dei condomini minimi o in generale le regole che disciplinano i ricorsi all’autorità giudiziaria nei casi di inerzia o di mancata esecuzione di una deliberazione.

Fonte:  Redazione consulenzaimmobiliareroma.it