Da qualche tempo assistiamo ad un deciso calo delle cifre richieste dei canoni di affitto mentre aumenta il numero dei contratti di locazione.
Questa situazione comporta inevitabilmente che una serie di contratti stipulati qualche anno fa siano diventati “fuori mercato”.
Difficile stabilire con precisione il valore attuale di un contratto di affitto ma possiamo affermare che mediamente un locatario che ha sempre pagato regolarmente i canoni e che mantiene un buon rapporto con il suo locatore può richiedere uno sconto fino al 15% del contratto iniziale.

Come fare una volta che si è convinto il padrone di casa della ragionevolezza della nostra richiesta?

Non bisogna procedere ad nuovo contratto ma semplicemente redarre una scrittura in cui rispetto al contratto iniziale viene variata solo la cifra pattuita e l’eventuale aggiornamento dei canoni futuri.
Questo significa che un contratto originario per es. di 4 anni + 4 anni di rinnovo automatico non perde di validità e i termini non ricominciano a decorrere da capo per il solo fatto di aver modificato il canone.

E’ consigliabile ma non obbligatoria la registrazione presso l’agenzia delle Entrate dove è stato registrato il contratto originario. Unitamente al modello 69 (che per questo tipo di atti non è stato sosstituito dal modello RLI); per questi atti fino ad ora non è possibile la registrazione telematica.
La registrazione comporta due importanti conseguenze: per il locatore poter dichiarare un canone inferiore su cui pagare inferiori imposte e per il locatario dare una data certa al nuovo accordo.
Altro fatto importante da ricordare: la riduzione del canone è esente da imposta di registro e imposta di bollo in base all’art.19 D.L. 133 del 12/09/2014.

Fonte:  Redazione consulenzaimmobiliareroma.it