Colpo di scena! Nell’ultima riunione il consiglio dei ministri  ha deciso di rimandare a data da destinarsi il decreto fiscale sulle rivalutazioni catastali.

Un passo indietro.

La riforma era stata annunciata già dai tempi del governo Monti.

Il 1 luglio sarebbe dovuto partire il campionamento degli immobili con il termine del giugno del 2016 ; poi entro il 30 novembre 2019 si sarebbero dovuti definire i nuovi valori degli immobili e tutta la riforma si sarebbe avviata nel 2020

I punti cardine della riforma  erano

  • passaggio al valore patrimoniale dell’immobile attraverso una lunga serie di parametri ( piano, affaccio,contesto,tipologia edilizia,stato conservazione etc)
  • Passaggio dai vani ai metri quadrati
  • territorio diviso in ambiti territoriali ( zone OMI)
  • suddivisioni in due sole grandi categorie Unità ordinarie e Unità speciali

Il punto centrale più volte ribadito era che tutto sarebbe avvenuto con una invarianza del gettito ma con una redistribuzione più equa del carico fiscale relativo agli immobili.

Peccato che solo ora alla vigilia della sua approvazione i tecnici dell’Agenzia delle Entrate si siano accorti che in realtà la riforma rischiava di essere una autentica tosatura  per i contribuenti italiani; simulazioni effettuate  hanno infatti dato come possibili risultati , aumenti anche di 6 volte le attuali rendite catastali, soprattutto nei contesti urbani più grandi.

Giocoforza fermare tutto e rimandare a data da destinarsi.

ATTENZIONE però che altra cosa dalla riforma del catasto è l’aumento delle rendite catastali già effettuato a Roma. Il comune di Roma infatti con una deliberazione consiliare dell’ottobre del 2010 decideva di richiedere all’ufficio dell’Agenzia del Territorio la parziale revisione del classamento ( cioè delle rendite catastali) degli immobili situati soprattutto nelle zone centrali della città.

Questa revisione ha riguardato 224.00 unità e 175.000 sono state oggetto ad una variazione della rendita

In questo caso il proprietario si è visto aumentare la rendita catastale a volte anche in maniera considerevole anche se bisogna considerare che spesso si trattava di immobili catalogati come popolari o ultrapopolari mentre negli anni si erano trasformati in abitazioni di pregio.

di Francesco Florian