Avrà aliquote differenziate: più basse per prima casa, più alte per la seconda 

Imposte sugli immobili quasi triplicate in quattro anni, ma dal 2016 la local tax assorbirà il 65 per cento circa delle entrate tributarie comunali, con aliquote differenziate, più basse sulle abitazioni principali e più alte sulle altre. Fino al 2011, calcola Confedilizia, il gettito dell’Ici era stato pari a circa 9,2 miliardi di euro mentre con l’Imu-Tasi è balzato a 25 miliardi nel 2014. Dall’anno prossimo la local tax a Roma inciderà per il 66 per cento sulla tassazione locale, stima la Cgia, la confederazione artigiana di Mestre.
Intanto, con Imu-Tasi, l’imposizione sull’affitto concordato nella Capitale risulta aumentato del 290 per cento negli ultimi quattro anni.

Troppe tasse
Fra il 2012 e il 2014, si legge nello studio di Confedilizia, sono state versate imposte sugli immobili per 69 miliardi di euro: 23,8 miliardi per l’Imu nel primo anno, 20,4 per Imu e mini-Imu nel secondo, 25 per Imu-Tasi nel terzo. L’associazione dei proprietari di case stringe il focus sulla tassazione locale nel periodo 2011-2014. E prende come riferimento una casa di categoria catastale A2, con rendita di mille euro, data a Roma in affitto con contratto libero “quattro anni più quattro”: nel 2011 l’aliquota Ici è al 7 per mille e l’imposta da pagare si attesta a 735 euro, mentre nel 2014 ci sono Imu e Tasi, con aliquote pari a 10,6 e 0,8 per mille, e la spesa lievita a 1.154 euro: l’incremento è del 154 per cento. L’aggravio risulta maggiore per un immobile con le stesse caratteristiche, sempre nella Capitale, concesso in locazione a canone calmierato “tre anni più due”: nel 2011 l’aliquota Ici è del 4,6 per mille e l’imposta da versare ammonta 483 euro, mentre nel 2014 sono subentrate Imu e Tasi, con aliquote pari a 10,6 e 0,8 per mille, e la spesa balza a 1.406 euro.

Aggravi per le abitazioni sfitte
Il carico fiscale aumenta ancora per l’abitazione sfitta o che non si riesce a dare in locazione: la somma delle imposte dovute, a seconda dello scaglione di reddito in cui si colloca il proprietario, è compresa fra 2.094 e 2.238 euro, per effetto dell’Irpef, delle addizionali regionale e comunale e dell’Imu-Tasi. Veniamo agli immobili diversi dalle abitazioni: un cespite di categoria catastale C2 come una magazzino, con rendita catastale pari a mille euro e canone annuo a 12 mila, sconta imposte fra 4.946 e 7.295 euro, a seconda dello scaglione Irpef di reddito.

Lo studio della Cgia di Mestre
A risultati analoghi approda lo studio della Cgia di Mestre, che prende come riferimento i dati medi nazionali e un’abitazione di tipo civile, vale a dire di categoria catastale A2: tra il 2010 e il 2014 il valore di mercato è sceso del 16,4 per cento, da quasi 200 mila euro a poco meno di 170 mila; le imposte ordinarie, da quella sui rifiuti alla Tasi, sono salite dell’86 per cento, da 300 a 560 euro. L’incidenza dei tributi sul valore della casa, riferisce la confederazione artigiana, è passata dall’1,5 per mille al 3,3 per mille: l’incremento è del 119 per cento. Ora tutti gli occhi sono puntati sulla local tax: sarà un unico tributo/canone, annuncia il Governo nel documento di economia e finanza, che unificherà Imu e Tasi semplificando il numero delle imposte comunali, delle tasse minori e dei canoni esistenti.

Le novità del Ddl “Concorrenza”
L’altra novità in arrivo è contenuta nel disegno di legge sulla concorrenza che ha iniziato l’iter parlamentare: i notai non avranno dunque più l’esclusiva per gli atti di compravendita e di donazione di immobili non abitativi – come ad esempio cantine e soffitte con un valore sotto i 100 mila euro; dei trasferimenti potranno occuparsi gli avvocati, che però dovranno munirsi di una polizza assicurativa pari almeno al valore del bene dichiarato nell’atto. E dovranno chiedere la registrazione dell’atto, presentare le note di trascrizione e di iscrizione e le domande di annotazione e di voltura catastale.

di Vincenzo Malatesta
Fonte: Messaggero case  20/04/2015