Sconto Irpef del 50% su porte blindate, grate e telecamere 

Ci sono anche gli interventi anti-ladri fra le varie attività di ristrutturazione edilizia che grazie alla legge di stabilità 2014 possono fruire della maggiore detrazione Irpef al 50 per cento con il limite massimo di spesa di 96 mila euro per unità immobiliare. Nel 2015 il bonus si abbasserà al 40 per cento e dal primo gennaio 2016 la detrazione tornerà alla misura ordinaria del 36 per cento e con il limite di 48 mila euro per cespite. Lo ricorda la guida pubblicata dall’Agenzia delle entrate aggiornata alle ultime novità legislative di fine maggio.

L’art. 16 bis
Dalle porte blindate alle grate per le finestre fino alle telecamere: sono numerose le opere incentivate in base all’articolo 16 bis del testo unico delle imposte sui redditi che comprende le misure per prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi (cfr. la scheda in pagina). È la stessa amministrazione a indicare le varie modifiche intervenute nel tempo sulle ristrutturazioni: non bisogna più inviare la comunicazione di inizio lavori al centro operativo di Pescara; scompare l’obbligo di indicare in maniera distinta nella fattura emessa dall’impresa che esegue i lavori; si riduce dal 10 al 4 per cento la ritenuta d’acconto sui bonifici che banche e Poste hanno l’obbligo di operare; quando l’unità immobiliare in cui sono stati eseguiti i lavori è ceduta prima che sia trascorso l’intero periodo di godimento della detrazione, il venditore può scegliere se continuare a fruire delle detrazioni non ancora utilizzate o trasferire il diritto all’acquirente dell’immobile (se è una persona fisica). Il bonus vale anche per gli interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato da calamità naturali, se è stato dichiarato lo stato di emergenza.

Elenco dei lavori con sconto fiscale
La detrazione riguarda le spese sostenute per interventi di manutenzione straordinaria, per le opere di restauro e risanamento conservativo, per i lavori di ristrutturazione edilizia effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali, e sulle loro pertinenze. Gli interventi di manutenzione ordinaria, invece, sono agevolati soltanto se riguardano parti comuni di edifici residenziali. Semaforo verde anche per i lavori che servono a realizzare garage e posti auto pertinenziali (anche a proprietà comune), a eliminare le barriere architettoniche, ad esempio l’installazione di ascensori esterni all’edificio, oppure a facilitare i movimenti interni ed esterni all’abitazione delle persone portatrici di handicap gravi, ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 104/92. Altrettanto vale per gli interventi di bonifica dall’amianto e di esecuzione di opere volte a evitare gli infortuni domestici. E per i lavori necessari a cablare gli edifici, contenere l’inquinamento acustico, ottenere risparmi energetici ed eseguire opere interne. Altre spese possono essere considerate ai fini della detrazione: acquisto dei materiali, progettazione e altre prestazioni professionali, perizie e sopralluoghi e oneri di urbanizzazione.

Detrazione in 10 anni
La detrazione deve essere ripartita in dieci quote annuali di pari importo, nell’anno in cui è sostenuta la spesa e in quelli successivi. Ogni contribuente ha diritto a detrarre la quota spettante nei limiti dell’Irpef dovuta per l’anno in questione, ma non è ammesso il rimborso di somme eccedenti l’imposta. Le Entrate chiariscono con un esempio: se la quota annua detraibile è di 1.200 euro e l’Irpef – trattenuta dal sostituto d’imposta, o comunque da pagare con la dichiarazione dei redditi – nell’anno in questione ammonta a mille euro, la parte residua della quota annua detraibile (200 euro) non può essere recuperata in alcun modo; l’importo eccedente, infatti, non può essere richiesto a rimborso. Per fruire della detrazione è necessario che i pagamenti siano effettuati con bonifico bancario o postale, da cui risultino la causale del versamento, con riferimento alla norma, il codice fiscale del soggetto che paga e quello del beneficiario del pagamento o la partita Iva di quest’ultimo.

di Vincenzo Malatesta
Fonte: Messaggero casa  07/07/2014