Mutui in calo anche nel 2013: di quasi l’8% in numero e di oltre il 10% in termine di valori erogati. I dati dell’Agenzia delle Entrate – e sarebbe sorprendente il contrario data la forte correlazione tra mutui e compravendite di abitazioni, scese di oltre il 9% nel 2013 – sono negativi anche sul fronte dei finanziamenti alle famiglie. Non sono bastati quindi i segnali positivi registrati dagli operatori nell’ultimo trimestre – maggiore disponibilità delle banche (sia in termini di plafond messi a disposizione sia di allentamento dei criteri di selezione) e aumento della domanda delle famiglie, in attesa che si concretizzi l’effetto dei due miliardi messi in campo dalla convenzione Cdp-Abi – per ribaltare un quadro molto negativo. Soprattutto se si tiene conto che la discesa del 2013 va a sommarsi con il dimezzamento delle concessioni registrato nel 2012.

Secondo i dati diffusi oggi lunedì 10 marzo dall’Agenzia delle Entrate, «le compravendite di abitazioni realizzate nel 2013 avvalendosi di un mutuo con iscrizione di ipoteca sugli immobili acquistati a garanzia del credito, mostrano un tasso di variazione negativo rispetto al 2012, -7,7%. Il capitale complessivamente erogato nel 2013 ammonta a circa 17,6 miliardi di euro, che corrispondono a una riduzione di poco più di 2 miliardi di euro rispetto a quanto concesso per i mutui ipotecari accesi nel 2012, -10,6%». Centro e Nord Italia fanno registrare valori simili (rispettivamente -7% e -7,2% in numero e -10,3% e 10,4% in capitale), mentre il Sud registra difficoltà maggiori (-11,8% come concessione media e -9,5% come numero di stipule).

L’erogato medio 2013 è pari a circa 122mila euro, circa 4 mila euro in meno rispetto al 2012, mentre la durata è pari a 22 anni e mezzo, solo lievemente inferiore al dato medio del 2012 (22,9 anni).Ma solo poco più si un terzo degli acquisti avviene con l’aiuto della banca: «La quota di abitazioni acquistate da persone fisiche con il ricorso al mutuo ipotecario – comunica l’Agenzia – risulta pari al 37,6%, in leggero aumento rispetto all’incidenza registrata nel 2012». Infine il tasso di interesse medio nazionale, riferito alla prima rata di pagamento del mutuo, «diminuito nel 2013 di circa 0,3 punti percentuale, scendendo sotto il 4%». In linea con la diminuzione dei tassi di interesse, la rata mensile iniziale subisce nel 2013 un decremento di circa il -5,2% rispetto al 2012, con una media nazionale pari a 682 euro.

di Emiliano Sgambato
Fonte: Casa sole 24 ore 10/03/2014