Polizza globale fabbricati, le diverse “formule” offerte dalle compagnie

L’approfondimento di questa settimana è dedicato alla copertura assicurativa del fabbricato. Si tratta di un argomento che interessa tutti coloro che si trovano in fabbricati costruiti da tanti anni e che hanno necessità di stipulare una polizza di assicurazione globale per proteggersi da rischi di danni nei confronti dei terzi o all’interno delle parti condominiali. La copertura assicurativa è tuttavia da consigliare in tutte le ipotesi di convivenza condominiale, a prescindere dal grado di vetustà degli immobili.

Come scegliere la polizza giusta
Non sempre è facile scegliere la migliore polizza globale fabbricati, in quanto le garanzie offerte dalle compagnie sono spesso diverse. Occorre comunque accertarsi che nell’ambito della gamma di rischi presa in considerazione, siano presenti la copertura dei danni subiti dalle parti comuni e dalle singole proprietà esclusive, nonché la garanzia per i danni arrecati nei confronti dei terzi. La polizza globale fabbricati non garantisce solo i beni e gli impianti comuni, ma dovrebbe anche coprire i fatti dannosi causati da parti di proprietà esclusiva. Va precisato che la parte assicurata è il condominio, ma per quanto riguarda il potere di sottoscrizione di un contratto di assicurazione, la giurisprudenza di merito aveva in passato ammesso la possibilità per l’amministratore di sottoscrivere la polizza senza la preventiva autorizzazione dell’assemblea, nell’ambito dei doveri di conservazione della cosa comune. Questo orientamento è stato però disatteso dalla Cassazione che invece recentemente ha confermato la necessità di una preventiva autorizzazione da parte dell’assemblea. Per tale ragione è quindi sempre necessario che l’amministratore stipuli il contratto solo dopo avere ottenuto espressa autorizzazione dall’assemblea.

Approvazione dell’assemblea
L’assemblea potrà deliberare la stipula di una polizza di assicurazione del fabbricato avente ad oggetto le parti comuni a maggioranza qualificata (di cui all’art. 1136, comma 2 e 4 del codice civile), non essendo indispensabile l’unanimità. Il consenso unanime è invece richiesto quando la copertura si estende alle parti di proprietà esclusiva dei singoli condomini e non soltanto delle parti condominiali. Se il contratto di assicurazione viene stipulato dall’amministratore senza la preventiva autorizzazione dell’assemblea, sarà comunque possibile considerare la sottoscrizione valida con la ratifica dell’assemblea successiva. Le spese per l’assicurazione sono suddivise tra i condomini in misura proporzionale ai millesimi, anche se il regolamento può stabilire ulteriori criteri di ripartizione.

Franchigia
Per quanto riguarda il risarcimento del danno va precisato che di solito l’importo indennizzato è costituito dalle somme necessarie per ripristinare le parti distrutte, ma in qualsiasi polizza viene prevista una franchigia e pertanto la misura effettivamente corrisposta dipende sempre da quanto pattuito nel contratto. Vi potrebbero essere casi di danno non interamente risarcibile. Nell’ipotesi di più polizze, l’amministratore deve denunciare l’eventuale presenza di più assicurazioni e ciascun assicuratore sarà tenuto a corrisponde l’indennità nei limiti di quanto assicurato fino all’ammontare del danno, potendo successivamente agire per il regresso nei confronti degli altri coobbligati. Le somme riscosse non possono superare l’intero danno.

di Giuseppe Spoto

Fonte: Messaggero Casa  05/10/ 2013