Proseguono anche nel secondo trimestre i ribassi dei prezzi immobiliari registrati nelle città capoluogo italiane. Lo rileva l’ultima analisi del portale immobiliare Idealista.it, che ha monitorato l’andamento dei prezzi di 50.715 immobili presenti nel database del portale tra aprile e giugno.
La primavera, spiega lo studio, ha confermato le difficoltà dell’inizio del 2013, non solo la stretta creditizia, ma anche i tempi di reazione lenti dei proprietari hanno prodotto lo stallo delle compravendite.
A partire dall’estate scorsa però i prezzi di listino degli immobili hanno preso una decisa china discendente diffondendosi nel 75% dei mercati analizzati, mentre lo scorso anno i ribassi riguardavano il 61% delle città campione.
I cali trimestrali oscillano tra il 7,5% di Brescia fino allo 0,2% di Firenze, in questa ampia forbice si collocano in pratica 3 città su 4 fra quelle monitorate.

Tra i grandi mercati Roma soffrire più di tutti. la capitale segna un’accelerazione a ribasso nel secondo trimestre (2,9%) e accumula una caduta nell’ordine del 9,9% anno su anno, seguita da Milano (-2,1%) e Napoli (-0,8%), apparentemente la città con i listini più stabili delle grandi città.

Per quel che riguarda le principali città capoluogo, svalutazioni maggiori a Palermo (-3,9%) e Bari (3,2%); lieve flessione per Bologna (-0,7%), Torino (-0,6) e Firenze (-0,2); diverso il trend per Venezia (1,1%) e Catania (3% ), tornate in terreno positivo.
Nonostante la serie di ribassi Roma, con i suoi 4.095 euro al metro quadro si conferma città più cara d’Italia, seguita da Milano (3.963 euro/m2) e Firenze (3.609 euro/m2). nella parte opposta della tavola c’è Biella, l’unica città con prezzi sotto i mille euro, con i suoi 905 euro/m².
Secondo Vincenzo de Tommaso, dell’ufficio studi idealista.it: “Il mercato è combattuto tra due opposte tendenze, chi vuole vendere e chi ci vuole provare. fino a ieri tra i venditori è prevalsa una certa rigidità, per questo il mercato immobiliare italiano non ha corretto quanto ci si potesse aspettare in tempi di recessione, anche in relazione ai dati macroeconomici e a quanto avvenuto in altri paesi. i prezzi sono ancora troppo alti, mentre la domanda è improntata al sano realismo, per questo il mercato ristagna. l’Imu ha aumentato le case in vendita e questo probabilmente si tradurrà con un numero maggiore di proprietari intenzionati a vendere rivedendo le loro pretese. tuttavia per seconda parte dell’anno ci aspettiamo un atterraggio morbido delle quotazioni facilitato dall’impignorabilità della prima casa e dall’interesse delle banche a scongiurare una bolla immobiliare per pilotare l’uscita dalla crisi nella maniera meno traumatica possibile”.
Roma accelera la corsa a ribasso delle quotazioni registrata soprattutto nella seconda parte del 2012 attenuandosi nel primo trimestre di quest’anno. durante i mesi primaverili i proprietari hanno operato una nuova drastica sforbiciata ai prezzi, calati ancora di un 2,9%.

Dopo questo arretramento ulteriore il prezzo medio delle case nella capitale si attesta a 4.095 euro al metro quadro.
Il trend ribassista dei prezzi porta in terreno negativo quasi tutti i quartieri dell’analisi, ad eccezione di Trigoria – Castel Leva (1%) e Prati (0,1%).
Le performance trimestrali peggiori spettano a Monte Sacro (3.853 euro/m²; -3,9%), Eur -Torrino (4.134 euro/m²; -3,9%) e Casilino – Centocelle (3.172 euro/m²; -3,5%).

Su base annuale la variazione negativa accumulata dal mattone capitolino è pari 9,9%: 6 quartieri registrano contrazioni a ritmi superiori della media cittadina, confermandosi in trend negativo anche in questo trimestre, sono: monte sacro e Cassia-Flaminia – entrambi segnano un meno 10% -, ancora più giù troviamo appia antica (4.155 euro/m²; -10,7%), centro storico (6.569 euro/m²; -11,4%) e Parioli (6.112 euro/m²; -11,5%). di Nomentano – San Lorenzo (4.695 euro/m²; -13%) i ribassi più sostanziosi dell’anno e i prossimi mesi diranno se ha toccato il fondo.

Fonte: idealista.it 3/7/2013