Seconde case, più donazioni per ridurre il peso dell’Imu

La morsa della crisi frena il mercato immobiliare. Del resto, il potere d’acquisto delle famiglie è crollato e l’Istat qualche giorno fa citando le statistiche notarili ha diffuso i dati del secondo semestre dell’anno: le compravendite sono diminuite rispetto ad aprile-giugno del 2011 del 23,6% nel caso di immobili residenziali e del 24,8% per quelli di uso economico.
Mercato in frenata
Meno acquisti, mutui dimezzati, compravendite calate del 23%, prestiti ridotti del 41,2%. Tra le tante indagini e rapporti svolti da notai, centri ricerche, associazioni e banche un fatto emerge con chiarezza: il settore dell’edilizia è in forte crisi, le compravendite immobiliari sono crollate provocando la caduta dei mutui per l’acquisto della casa e in generale le famiglie non si indebitano. E del resto sempre pochi giorni fa la stessa Banca d’Italia ha segnalato la contrazione, la prima dopo 13 mesi, dell’intero stock di prestiti alle famiglie, sintomo preoccupante della recessione al pari del decremento dei finanziamenti all’industria che viaggia attorno al 3%.

Donazioni
L’altra faccia della medaglia riguarda le donazioni: dopo l’introduzione dell’IMU, molti cittadini ricorrono a questo tipo di atto per poter usufruire delle agevolazioni prima casa. Si nota infatti un forte incremento sul fronte delle operazioni riguardanti la concessione dell’usufrutto, che stanno toccando incrementi da capogiro. I contribuenti stanno attraversando un periodo difficile, con la crisi e sempre più tasse da pagare. Tutto ciò sta comportando una richiesta continua di preventivi per la cessione dell’usufrutto o per la donazione della seconda casa. Viene chiesto ai notai, ad esempio, di poter attribuire la nuda proprietà dell’abitazione ai figli, consentendo però ai genitori l’usufrutto vitalizio.

L’usufruttuario paga le imposte
Come è noto l’usufruttuario è colui che paga tutte le imposte (quindi anche l’Imu) e per evitare di sborsare i soldi per le imposte più pesanti previste sulla seconda casa molti cittadini stanno richiedendo agli studi notarili consulenza, preventivi e infine la stipula dei relativi atti di cessione o donazione. Ma è sempre la scelta giusta? Ai notai, insieme ai rappresentanti delle Associazioni Consumatori, spetterà fare una riflessione su un tema che sempre più interessa le famiglie italiane, ovvero l’utilizzo delle donazioni come strumento per aggirare la crisi e le sue conseguenze, assicurando sicurezza economica alle nuove generazioni. Gli atti di cessione immobiliare o dell’usufrutto, comunque, sono soggetti a imposta e l’imposizione fiscale attuale va valutata attentamente comparandola con il risparmio che si potrebbe avere.

Preventivo
Può dunque valere la pena di recarsi presso uno studio notarile, al fine di verificare se ci sono i presupposti per l’operazione e chiedere un preventivo per imposte e spese. Il tutto dopo aver calcolato, se necessario con l’aiuto del Caaf o di un commercialista, il carico Imu dell’alloggio, sia come prima sia come seconda casa.  Si tratta, è opportuno sottolinearlo, di un’operazione del tutto lecita, che l’amministrazione finanziaria non può qualificare come elusiva o strumentale, in quanto mira a riconoscere un diritto reale sull’alloggio in capo al soggetto che lo occupa e che, nella maggior parte dei casi, ha pagato a suo tempo il prezzo dell’acquisto.

Fonte: Il Messaggero 05/01/2013