Riproponiamo in maniera più esaustiva le nuove penali stabilite per l’estinzione dei mutui stipulati prima del 2 febbraio 2007 (si ricorda che per i contratti di mutuo stipulati dopo tale data le penali sono state abolite), che cambiano in base a tre parametri: data del contratto, vita residua del mutuo, tipo di tasso:

A) – MUTUI STIPULATI PRIMA DEL 2001: per tutti i mutui (a tasso fisso, variabile o misto) la penalità massima non potrà superare lo 0,50% del capitale rimborsato; se si chiede l’estinzione del mutuo negli ultimi 3 anni di vita dello stesso la penalità scende allo 0,20%, mentre per l’estinzione negli ultimi due anni di mutuo non è prevista alcuna penale. E’ prevista una clausola di salvaguardia: quando la penale è già oggi sotto lo 0,50% si ridurrà allo 0,20% per i contratti a tasso fisso e a zero per i contratti a tasso variabile.

B) – MUTUI STIPULATI DAL 1° GENNAIO 2001: i mutui a tasso variabile hanno le condizioni del caso A) (clausola di salvaguardia dello 0,20%), in quelli a tasso fisso la penale è ridotta allo 1,90% se l’estinzione avviene nella prima metà di durata del mutuo e all’ 1,50% nella seconda metà; anche per questi nel terz’ultimo anno la penale scende allo 0,20% ed è pari a zero negli ultimi due anni, e la clausola di salvaguardia riduce dello 0,25% le penali superiori all’1,25% e dello 0,15% quelle inferiori all’1,25%; per i mutui a tasso misto, se la possibilità di passare dal tasso fisso al variabile o viceversa ha periodicità inferiore a due anni, le penali sono quelle del tasso variabile (scaglioni 0,50% – 0,20% – 0), se superiore a due anni le penali sono quelle del tasso fisso (scaglioni 1,90% – 1,50% – 0,20% – 0).

CONTRATTI GIA’ ESTINTI: per i mutui estinti tra il 2 febbraio (per la prima casa) o il 3 aprile (altri contratti) e il 2 maggio le banche rimborseranno la differenza tra quanto incassato con le vecchie penali e quanto avrebbero incassato con le nuove penali ridotte.