Da una sentenza del Tar della Regione Campania (n. 4235) del 9 aprile scorso è emerso che il procedimento amministrativo che consente la trasformazione di un appartamento in un locale commerciale (per esempio un bar o una pizzeria) e prevede il rilascio della licenza di pubblico esercizio, deve essere prima posto a conoscenza dei proprietari degli appartamenti attigui facenti parte del medesimo caseggiato. Questi ultimi infatti avrebbero la facoltà di non approvare la prevista attività commerciale. Il caso in oggetto riguardava l’impugnazione davanti al Tribunale amministrativo della Campania (fatta dal proprietario di un alloggio situato al primo piano di un edificio residenziale, composto di due soli piani) dei provvedimenti emessi dal Comune, favorevole alla trasformazione di un appartamento di civile abitazione del secondo piano in un bar pizzeria, con il conseguente rilascio della licenza a esercitare il relativo smercio di alimenti e bevande. I vicini dell’appartamento trasformato in locale commerciale hanno dichiarato non valido il permesso concesso dall’autorità comunale, in quanto non erano stati preventivamente informati, e non avevano perciò potuto mettere al corrente il Comune stesso delle loro ragioni a non consentire la trasformazione dell’unità abitativa in locale commerciale. Il Tar e il Consiglio di Stato hanno dunque accolto le ragioni dei condomini contrari e annullato la concessione del Comune, riscontrando un vizio invalidante la concessione stessa. Il vizio consisteva nel fatto che il Comune avesse omesso di informare preventivamente tutti gli inquilini del palazzo interessato, i quali avrebbero potuto in questo modo tempestivamente esporre le legittime contro ragioni, inerenti alla salute, al riposo, alla privacy, nonché ai contenuti patrimoniali del condominio stesso per far risultare incompatibile con tutte le altre unità abitative del palazzo, la trasformazione dell’appartamento suddetto in bar-pizzeria.