La Regione Piemonte, con L.R. n. 9/2003, al fine di limitare il consumo di suolo e di favorire il contenimento dei consumi energetici, ha promosso il recupero dei rustici a scopo residenziale. Gli interventi di recupero sono consentiti purché gli edifici interessati:
a) risultino legittimamente realizzati alla data di entrata in vigore della presente legge;
b) siano serviti dalle opere di urbanizzazione primaria e spazi di parcheggio privato;
c) non siano situati in aree definite a rischio idrogeologico ed idraulico, individuate negli strumenti di pianificazione sovraordinata di settore o dai PRG.
Il recupero dei rustici non serviti dalle opere di urbanizzazione primaria, può essere consentito a condizione che i fabbricati siano in possesso dei servizi in forma diretta e autonoma, nei termini previsti dalle vigenti normative di settore. Nel caso di rustici serviti da strade classificate vicinali l’autorizzazione al recupero a fini abitativi è subordinata all’impegno di concorrere alla relativa manutenzione sulla base della normativa vigente. Il recupero è soggetto a permesso di costruire. Per le altezze interne dei locali oggetto di recupero si rimanda alla normativa ed ai regolamenti locali vigenti; devono inoltre essere rispettate le prescrizioni igienico-sanitarie riguardanti le condizioni di abitabilità previste dalla normativa vigente e le norme sulle distanze, in particolare sulle distanze tra fabbricati, stabilite dagli strumenti urbanistici vigenti. Nel caso di rustici ubicati su terreni in pendenza sistemati a terrazzamenti con muri di sostegno, le norme regolamentari sulle distanze dai confini e dagli altri fabbricati sono sempre derogate se dal progetto di recupero il punto più alto del solido emergente posto a valle risulta a quota inferiore del punto più basso del coronamento del muro di sostegno posto a monte.