Senza dubbio il fisco ha sempre dato una mano alle persone che hanno deciso di acquistare una casa.
D’altra parte, è anche vero che spesso e volentieri lo stesso fisco si è posto, nei confronti del contribuente, in una posizione non molto chiara e precisa, creando una normativa a tratti difficile e non sempre di agevole lettura per i non addetti ai lavori.
Il contribuente sovente si può trovare nella situazione di commettere, in buona fede, tutta una serie di errori.
Per questo motivo l’Agenzia delle Entrate ha deciso di fornire alcune indicazioni. In particolare, con la risoluzione 128 del 23 settembre, è stato ribadito che in tema di detrazione del 19% degli interessi pagati in dipendenza di mutui stipulati per l’acquisto dell’abitazione principale, nel caso in cui venisse stipulato un mutuo eccedente il costo sostenuto per l’acquisto dell’immobile (comprensivo delle spese notarili e degli altri oneri accessori), l’agevolazione verrebbe rapportata all’importo dichiarato nell’atto.
E’ quindi necessario fare un confronto tra l’ammontare della somma erogata dalla banca e il valore dato dalla somma del costo dell’immobile indicato in rogito. A questo si devono aggiungere gli altri oneri accessori, debitamente documentati, connessi con l’operazione di acquisto.
Nel caso in cui il valore del mutuo concesso fosse più alto, è necessario rideterminare la parte di interessi sulla quale calcolare la detrazione utilizzando la seguente formula: costo di acquisizione dell’immobile e oneri accessori x interessi pagati /capitale dato in mutuo.
Qualche dubbio esisteva sui criteri per individuare gli oneri accessori che dovevano entrare nel conteggio; problema che è stato risolto con una soluzione molto ampia a favore del contribuente.
Tra questi oneri sono stati inseriti non solo le imposte di registro, ipotecarie, catastali e l’onorario del notaio, ma anche tutte le spese di mediazione, le spese sostenute per eventuali autorizzazioni del giudice tutelare nonché quelle affrontate nel caso di acquisto nell’ambito di una procedura esecutiva individuale o concorsuale.
Questa decisione è stata presa perché la stretta connessione di tali spese con l’atto di compravendita, fa rientrare infine nella casistica degli oneri accessori anche quelli relativi alla cancellazione dell’ipoteca e l’onorario del notaio per il contratto di mutuo.