Confermato l’orientamento della Corte costituzionale (n. 362/ 2000):
La sesta Sezione della Commissione Tributaria Regionale della Puglia, con la sentenza 38 del 22 luglio 2005 ha chiarito che il reddito relativo a un fabbricato che è stato dato in locazione deve essere determinato solo sulla base del canone stabilito nel contratto, indipendentemente dal fatto che l’inquilino sia moroso e non paghi i canoni periodici. L’unico rimedio che consente di passare alla quantificazione del reddito su base catastale, consentendo di superare la presunzione legale di riscossone del canone, è la risoluzione anticipata del contratto, qualunque sia la causa: clausola risolutiva espressa indicata nel contratto, diffida ad adempiere, e così via.